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Superdry


Descrizione

Il progetto Superdry nasce nella primavera del 2007, dall’amalgama delle esperienze pluriennali in altri gruppi. Il background musicale è molto ampio ed eterogeneo, anche se un’impronta indie rock è ben percepibile. Alcuni dei gruppi d’ispirazione sono: Pixies, The Strokes, Bloc Party, Kasabian, Editors, Black Rebel Motorcycle Club, Muse, Blur, ecc.

Dopo mesi di prove, affinando il feeling e le sonorità, nell’Ottobre 2007 i Superdry registrano “Level Rebel”, Ep autoprodotto contenente quattro tracce dove sono fuse le influenze e le personalità dei tre membri. Il lavoro dei ragazzi è accolto molto bene dalla critica con buone recensioni (vedi sotto).

Oltre al già citato indie rock, brit pop ed elettronica new wave sono alcuni degli ingredienti che compongono le canzoni dei Superdry, cantate interamente in inglese. Riff graffianti e melodie accattivanti, unite in perfetta armonia con le voci sono il tratto distintivo di questa band.

Nel 2008 i Superdry firmano un contratto editoriale con l’etichetta romana Universo spa/Banana records 2.0, con la quale pubblicano il singolo “Super Funky Mind”; lo stesso anno si unisce alla band Paolo Gheza, già bassista di gruppi come Punto G e Lords of inner space.

L’anno seguente il contratto viene rescisso, in quanto l’etichetta non prevede produzioni.

Nel frattempo i Superdry suonano in diversi club e festival dell’Italia del nord, aprendo ai Linea 77, Fratelli Calafuria, Stef Burns, ecc.

Collaborano con una piccola etichetta milanese (Ultratempo) per la pubblicazione del singolo “Miss Wonder”, a cui segue un tour promozionale che nell’autunno/inverno 2010/2011  li porterà a suonare in molte città italiane.

Sempre nello stesso periodo, “Miss Wonder” viene scelta come colonna sonora del promo di Italia 1 che pubblicizza le serie tv che vengono trasmesse da Gennaio 2011: Glee, CSI:New York, Dr.House, Grey’s Anatomy, ecc.

La redazione di Jackontour, insieme agli Afterhours, seleziona i Superdry per le semifinali del contest sponsorizzato da Jack Daniel’s, facendoli rientrare nei 16 gruppi ammessi su più di 550 iscritti da tutta Italia. Pertanto, la band suona in apertura ai Velvet allo Spazio 211 di Torino, dove riceve buoni riscontri di pubblico e giuria.

Su YouTube è possibile vedere i videoclip della band, “New York City Cult” e “Miss Wonder”, realizzati dalla regista milanese Federica Pavesi.

Dopo un lustro in stand-by, il progetto rinasce grazie alla volontà del cantante e del batterista che con l’ingresso di nuovi membri riprende l’attività nel 2016.

Contatti:

[email protected]   

www.facebook.com/thesuperdry

www.youtube.com/superdryvideo               

 

Rassegna stampa

Rockit.it

Il genere dei Superdry è indie, e basta. Abbastanza rock per non essere
pop, troppo pop per dirsi rock. Un ep smilzo nel numero, ma molto
corposo nella sostanza: appena quattro tracce che potrebbero come
minimo esserne il doppio, per forza e abbondanza di spunti.

"Level Rebel" è più che un antipasto, più che un semplice voler
mettersi in mostra. È una dichiarazione di indipendenza, una presa di
posizione nel genere.

L'ascolto dei pezzi scivola senza alcun intoppo, compatto nel suono
come nel messaggio emotivo, lasciandoti una giusta dimensione
sentimentale (vicina al grigio-ghisa). Quattro pezzi prepotenti,
autonomi, capaci di reggersi soli e con carattere. Rumorismi grunge e
atmosfere noise creano i contorni di un ambiente indie pieno di acido e
dolce marzapane, radiofonico e cantabile in modo direttamente
proporzionale alla sua potenza e alla sua aggressività.

(Alex Urso)

http://www.rockit.it/album/8485/superdry-level-rebel

KATAWEB - IN EVIDENZA

di Fabrizio Galassi

Superdry - New York City Cult

Ascolta il brano  audio

New York City Cult” ha un titolo che ‘suona’ già da solo, quasi non c’è bisogno di ascoltare il brano per capire che si tratta di garage rock, dove la chitarra prede in prestito alcuni riff dal blues, li velocizza, li distorce, li rende più semplici ma più cattivi.
Premere play è la conferma piacevole, perché i Superdry sono riusciti a rubare tutto il mestiere dai primi Black Rebel Motorcycle Club e metterlo in una canzone, così “New York City Cult” vive di una strofa decisa sulla quale una voce iper-effettata ci naviga sopra trasportata dalla corrente.
L’intensità sale, ma non è un cambio repentino tra la strofa e il ritornello, ti ci porta lentamente e a un certo punto capisci che sei nel momento cruciale del brano con una soluzione di accordi classica della storia della musica americana.
Il brano non ha difetti e la pronuncia non risulta essere esotica, i Superdry sanno suonare r’n’r e risultano credibili.

I Superdry mi piacciono perché sono sporchi nel modo di suonare, non sembra interessargli la forma quanto la sostanza, così la chitarra e la batteria sembrano slacciate a tratti slabbrate, ma fa parte del genere, deve essere suonato così.
Atteggiamento confermato dagli altri brani presenti sul lettore on-line: “Miss Wonder” si sposta dai BRMC più verso i blues-rock dei White Stripes, ma gli manca il gancio melodico di “New York City Cult”; in “Level Rebel” scelgono ancora la soluzione (super) secca, con pochi aiuti esterni oltre le chitarre e la batteria, questo conferisce al brano un aspetto duro ma allo stesso tempo incredibilmente melodico, rubando qualche melodia a Noel Gallagher e qualche accordo ai Primal Scream, per adesso il miglior brano in scaletta; si chiude con “Star” dove un arpeggiatore di introduce in un inferno di chitarre, questa vola più alla Black Keys, la cosa non ci sconvolge più di tanto, così come non ci sorprendono le scelte bluesy della strofa, in effetti non ci sorprende più neanche la voce che a questo punto sembra essere il fantasma di se stessa.

 Il r’n’r dei Superdry è uno di quelli da mettere sotto la campana di vetro, ma il trio milanese deve imparare a uscire dagli schemi auto-imposti, il suono che volevano imitare è stato raggiunto, adesso inizia il loro percorso che deve essere unico e individuale. E dimenticarsi dei BRMC, Oasis e Black Keys.

 

http://canali.kataweb.it/kataweb-talentscout/2009/03/26/in-evidenza-64/

Genovatune.net

Superdry: Level Rebel

a cura di Alessio Deidda

Proprio un bel suono e dal primo secondo di ascolto si capisce subito di che pasta è fatto questo EP dei Superdry, Level Rebel.

Con un Britpop/Indie appesantito da chitarre dalla distorsione spessa e potente, qualche suono sintetico sparso qua e là, ci si lascia prendere dai ritmi veloci e la voce graffiante di Davide Cirillo, che riprende la voce di Liam Gallangher (Oasis) con un po ' di imperfezioni e un pizzico di brillantezza in meno, ma con una grinta alla pari, degna di ascolto.

Le tracce sono quattro e si inizia con New York City Cult, introdotta da un basso sintetico acido che accenna il ritmo del restante brano.
Segue subito Miss Wonder, dove il ritmo rimane elevato, la voce risulta leggermente più rilassata della traccia precedente e la struttura del brano ha delle variazioni più coinvolgenti, create da cambi di ritmo della batteria. In Level Rebel, il ritmo rallenta per dare fiato all 'ascoltatore per passare a Star, traccia che chiude l ' EP. Il suo intro è composto da un pad leggero, la voce rimane quasi sul fondo e le chitarre hanno spazi ben precisi per graffianti assoli dal suono acido.

Ottima produzione, curata ed piacevole all'ascolto. Stile un po' sfruttato, ma ben suonato.

http://www.genovatune.net/recensioneExt.php?id=517


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