Tra musica elettronica e arti visive - Intervista ai Fluctus Limb


Abbiamo intervistato i Fluctus Limb! Per ascoltare il loro nuovo disco (e acquistarlo, se volete) andate alla pagina dell'album: http://bit.ly/2GuHY3r Di seguito l'intervista!

Iniziamo presentando la formazione. Chi sono i componenti della band? Quando è nato il vostro gruppo?

Siamo un duo di musica elettronica ed etnica nato nel 2015 a Treviso. Siamo: Riccardo Cendron al basso, alla chitarra acustica, ai sintetizzatori e all’elettronica e Francesco Bottazzi alla chitarra elettrica, al bouzouki greco e al liuto.

La scintilla che ha fatto iniziare il progetto è stata la proposta di comporre una colonna sonora originale per la mostra di arte contemporanea “Il Pensiero Arcaico” tenutasi a Ferrara nel novembre 2015. La nostra idea era quella di creare diverse stanze sonore che potessero accompagnare i visitatori in una sorta di viaggio sonoro itinerante.

La sfida era quella di ricreare suoni arcaici e primitivi con strumenti digitali e moderni usati in modo non convenzionale. Da quel momento abbiamo continuato il nostro percorso artistico sviluppando nuove idee e nuove sonorità che ci hanno portati a quello che siamo oggi.

Ci parlate un po' del vostro nuovo EP?

L’EP si intitola FLUCTUS LIMB ed è uscito il 21 luglio 2017 sia in versione fisica che digitale. È disponibile su tutte le piattaforme da iTunes a Google Play, da Spotify ad Amazon e Deezer. È composto di sei brani per la durata di circa 28 minuti nei quali uniamo sonorità mediterranee ed etniche a sonorità elettroniche molto moderne.

Abbiamo cercato di fotografare un momento preciso del nostro percorso musicale e crediamo di esserci riusciti. Per noi rappresenta un vero e proprio viaggio.

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Lo avete registrato da indipendenti o con qualche etichetta?

Lo abbiamo registrato da indipendenti con l’appoggio artistico di Simone Chivilò che ha prodotto l’EP insieme a noi, oltre ad averlo registrato e mixato. Purtroppo non abbiamo un’etichetta e quindi ci occupiamo autonomamente della promozione dell’EP.

Proporre qualcosa che sia al di fuori degli schemi ordinari è difficile ma nonostante tutto abbiamo ottenuto ottimi riscontri sia dal vivo che sul web con testimonianze di stima e di gradimento da parte di un pubblico molto eterogeneo.

Avete realizzato anche un videoclip? Parlatecene un po'.

Certamente. Fin dal primo momento le arti visive hanno giocato un ruolo fondamentale per noi non solo come interesse diretto (siamo entrambi grandi appassionati di cinema) ma come vero e proprio motore creativo. “War?” è stato il singolo che ha anticipato l’uscita dell’EP e racconta con le immagini alcune tematiche per noi molto importati sviluppate musicalmente nell’intero EP.

Il video descrive il clima di costante tensione intrapersonale e internazionale nel quale viviamo ogni giorno e con esso abbiamo cercato di trasmettere ciò che la musica di questo brano trasmetteva a noi cioè il senso di claustrofobia provocata da un’esistenza vissuta in una comunità virtualmente connessa ma umanamente disconnessa.

Come nascono le vostre canzoni e cosa vi spinge a scriverle?

Il più delle volte nascono da improvvisazioni e Jam Session in cui ci facciamo prendere dall’istinto. Altre volte nascono invece da studi che facciamo singolarmente, partendo magari da loop, samples o da particolari suoni che stimolano l’altro membro del duo verso strade diverse. Il comune denominatore del nostro metodo compositivo è quello di pensare alla musica in funzione di un’atmosfera da evocare o un determinato luogo del mondo verso cui viaggiare con la mente.

Parliamo dei vostri concerti: Qual è la performance che ricordate con maggior piacere/soddisfazione?

Ci sono diverse nostre esibizioni alle quali siamo particolarmente legati, per motivi diversi. Sicuramente la nostra recente partecipazione alla XXª edizione della Rassegna di Musica Diversa in Omaggio a Demetrio Stratos, occupa un posto speciale nel nostro cuore. Oltre alla cornice splendida in cui ci siamo esibiti, poter suonare su un grande palco di fronte ad una piazza gremita di persone, è stato incredibile.

Sempre su quel palco, abbiamo avuto poi la possibilità di conoscere e scambiare quattro chiacchere con Gianni Dall’Aglio e i Ribelli, che si sono dimostrati oltre che grandi musicisti e professionisti, anche persone gentilissime e incredibilmente umili, dimostrando interesse ed apprezzamento verso di noi e verso la nostra musica, non mancando di darci qualche consiglio musicale.

Come vedete il panorama della musica emergente nella vostra città? È semplice trovare  delle date? C'è un adeguato ritorno economico?

Il panorama locale è composto da piccole caste chiuse di musicisti che, per conoscenze personali o per abitudini consolidate, si dividono le poche possibilità disponibili in termini di date e luoghi in cui poter suonare. Perciò non ti nascondiamo che il trovare date è assai difficile. C'è molta indifferenza e scarso interesse verso chi propone qualcosa di nuovo. Andare al di fuori delle solite cover band a stampo rock o di certo cantautorato locale equivale a essere tagliati fuori dalla scena.

In alcuni casi anche chi ti da spazio poi si disinteressa totalmente di pubblicizzare l'evento. Il ritorno economico è un'altra nota molto dolente. La musica nel panorama locale non è vista come qualcosa di valore nella quale gli artisti investono professionalmente tempo e risorse. Di conseguenza molte volte i gestori pensano di non fornire alcun rimborso spese, pensando che il solo spazio per esibirsi sia sufficiente all'artista.

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Vi siete posti degli obiettivi da raggiungere?

Il nostro obiettivo principale è quello di poter raggiungere più persone possibili, facendo conoscere la nostra musica sempre di più, e magari riuscire a uscire dai confini sia regionali che italiani. Questo avendo sempre come target imprescindibile il comporre musica di qualità, che ci rappresenti e ci racconti senza compromessi.

Dal punto di vista creativo, ci siamo dati l’obiettivo di stringere collaborazioni con musicisti di pregio, che possano rappresentare un valore aggiunto per il nostro progetto e per la nostra musica. Abbiamo recentemente iniziato a collaborare sia in studio che dal vivo, con Stefano Pasqualin (ex Impero del Mare Magenta e allievo del maestro Pietro Bertelli) alla batteria e percussioni. Con lui abbiamo sia riarrangiato il nostro repertorio, che si è caricato di nuova linfa, che composto nuovi brani, in vista dei prossimi live e dei futuri lavori discografici.

C'è qualcos'altro che volete aggiungere su di voi?

Rimanete connessi ai nostri profili social per conoscere tutte le nostre novità e i nostri prossimi appuntamenti live. Abbiamo diverse cose interessanti che bollono in pentola!

Chiunque desideri una copia fisica del nostro album, non esiti a contattarci via messaggio sulla nostra pagina Facebook, effettuiamo anche spedizioni e consegne a domicilio!





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