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Intervista ai "POINT BREAK"

Nome del gruppo: POINT BREAK Città: Tavullia (PU) Genere musicale: Alternative Rock 1. Iniziamo presentando la formazione.  Chi sono i componenti del gruppo? Attualmente siamo in 4. Alessio (voce e chitarra), Andrea (Batteria), Franz (basso) e Tommaso (chitarra) Quando è nato il vostro gruppo? Circa nel 2008, e dopo cambi di line up siamo qua con un nuovo disco da proporre. 2. Il nome del gruppo.  Come lo avete scelto? Abbiamo "colto" un significato filosofico dal termine tecnico del surf, POINT BREAK appunto. Ha un significato particolare? Decisamente sì! Vuol dire catturare il momento, vuol dire abbandonarsi per recepire emozioni, vuol dire fondamentalmente cercare e trovare la sensibilità che si ha dentro. 3. Parlateci del vostro repertorio: Fate canzoni vostre o siete una cover-band? Assolutamente canzoni nostre, ora stiamo promuovendo i dieci pezzi del disco A FUOCO. Se fate canzoni vostre, come nascono le vostre canzoni e cosa vi spinge a scriverle? Nascono da jam che facciamo in sala prove o da piccoli spunti che abbiamo quando siamo ognuno di noi a casa. Li portiamo in sala prove e ci lavoriamo sù. Le cover? C'è tantissima gente che sa suonare cover, ed emulare qualcuno o semplicemente dire cose che avevano già detto altri non c'interessava. Abbiamo delle cose da dire e con la musica ci troviamo a nostro agio. Basta cover... 4. Che spazi utilizzate per le prove? Abbiamo una nostra sala prove dove ci rinchiudiamo per provare, studiare nuovi pezzi e stare assieme, perché oltre ad essere una band siamo anche amici. 5. Quale strumentazione utilizzate?  Siamo il classico quartetto voce, chitarra, basso e batteria. Qualche effetto e qualche trucchetto per personalizzare il nostro suono ce l'abbiamo anche noi... 6. Parliamo dei vostri concerti: Avete fatto molti live? Non moltissimi, ma purtroppo non dipende solo da noi. Ci sono luoghi in cui suonate regolarmente? No, ma ci sono dei locali che frequentiamo anche per assistere a concerti di altre band ma non uno in cui ci trovate abitualmente.  Preferite suonare all'aperto o al chiuso? Al chiuso, forse perché c'è più intimità. Qual'è la performance che ricordate con maggior piacere/soddisfazione? Credo quella presso il Dylan di Fano quando aprimmo il concerto degli A Toys Orchestra. Eravamo in una fase molto delicata, suonammo bene e fu una bella serata anche con Moretto e soci. 7. Avete già inciso degli album? Se si, li avete registrati da indipendenti o con qualche etichetta? Si, stiamo promuovendo il nostro album di debutto registrato con Cristiano Santini (ex Disciplinatha, etc..). In una prima fase dovevamo firmare con un'etichetta, ma dopo vari ritardi ed alcune valutazioni fatte tra noi abbiamo deciso di uscire autoprodotti. 8. Come vedete il panorama della musica emergente nella vostra città? Pesaro, intesa sia come città che come provincia, ha una scena musicale di primissimo piano. Tantissimi progetti interessanti che meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti, pubblico, locali, media, etc.. E' semplice trovare delle date? No, purtroppo manca la curiosità da parte della gente nel cercare, nello stupirsi. E' un problema culturale molto grande di cui non si è ancora capito a pieno la portata. Questo poi da adito ai gestori, che giustamente devono mangiare con il proprio lavoro, di chiamare cover band che in qualche modo porteranno gente. E' un vero peccato, soprattutto per Pesaro che come dicevo ha una scena molto ricca. Se a questo ci aggiungiamo la crisi economica... C'è un adeguato ritorno economico? E' già difficile ottenere un rimborso spese. In gran parte i motivi sono quelli di cui sopra. Se poi devi anche produrre un disco, la faccenda inizia ad essere onerosa. 9. Vi siete posti degli obiettivi da raggiungere? L'obiettivo per ora è uno solo, proporre la nostra musica, sia live che attraverso album. Se poi potessimo farlo senza rimetterci economicamente, allora sarebbe ancora meglio. 10. C'è qualcos'altro che volete aggiungere su di voi? Cos'altro? L'Italia, ma anche il mondo, sta vivendo un declino. Non credo sia una crisi questa, credo che il giusto termine sia declino. Di cosa esattamente non lo sappiamo. Le dieci tracce del nostro disco "A fuoco" hanno un lieve filo conduttore che sostanzialmente è una domanda che possiamo calare senza troppa fatica in questo contesto. Siamo davvero felici ora che abbiamo tanti oggetti attorno a noi? O forse è arrivato il momento di riportare in primissimo piano la sensibilità che tutti noi comuni mortali abbiamo? A voi la risposta! Il nostro disco è acquistabile nella sezione MUSIC del nostro sito www.pointbreakrock.com




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