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Intervista ad Æ M Æ T - An Italian Alternative Rock Band

Iniziamo presentando la formazione.

1. Chi sono i componenti del gruppo?

2. Quando è nato il vostro gruppo?

Il gruppo è composto da Cristian Suardi (voce e tastiera), Giovanni Ialongo (chitarra), Cristian Ciccone (basso), Stefano Di Russo (batteria). La band nasce nel 2010, da una precedente tribute band “Smashing Pumpkins”: gli Evadore.

 Il nome del gruppo.

1. Come lo avete scelto?

2. Ha un significato particolare?

Il nome del gruppo è Æmæt, che in ebraico significa verità. Ce lo ha suggerito il film muto “Der Golem”, del regista tedesco Wegener, un capolavoro dell’espressionismo tedesco anni ’20. Per noi ha un significato profondo: un mix di vita, musica e verità: i tre elementi sono strettamente connessi e miscelati, e quel nome, Æmæt, li sintetizza e li rappresenta.

Parlateci del vostro repertorio:

1. Fate canzoni vostre o siete una cover-band?

2. Se fate canzoni vostre, come nascono le vostre canzoni e cosa vi spinge a scriverle?

Dopo l’esperienza con gli Evadore abbiamo sentito l’impellente bisogno di produrre musica nostra, e da lì non abbiamo fatto altro che scrivere. Scrivere è un bisogno, una necessità, sempre supportata dalla voglia di fare qualcosa di importante e che magari piaccia anche a chi ci segue e ci seguirà. Di solito i brani nascono da improvvisazioni nella nostra sala-studio, anche se può capitare che qualcuno abbia già steso delle idee e le proponga agli altri. Nel processo di scrittura non c’è un vero leader: ognuno partecipa attivamente, proponendo nuove soluzioni o criticando costruttivamente. In effetti siamo un gruppo molto democratico J.

4. Che spazi utilizzate per le prove?

Abbiamo una splendida saletta di nostra proprietà che abbiamo anche adibito a home studio. Abbiamo tutto ciò che serve per lavorare bene e seriamente, e questo è importantissimo per procedere bene nel lavoro.

5. Quale strumentazione utilizzate?

La strumentazione che utilizziamo credo sia ad un discreto livello, ma ammettiamo tranquillamente che non siamo ancora giunti ad un punto soddisfacente; i lavori sono ancora in corso. Comunque abbiamo: batteria Tama Starclassic, il synth della Roland Sh-201, microfoni shure. Chitarre gibson, precisamente la s1 del ’75, unita a pedali boss, mxr ed electro-harmonix, amplificata da un prodotto artigianale, realizzato da Ernesto D’angelis (D'Angelo Amplifiers), davvero sorprendente; e per finire un basso fender assemblato nella liuteria di Antonio Masiello. Per la parte home-studio abbiamo un pc con scheda audio esterna Focusrite, dotata di discreti convertitori. Non siamo proprio scarsi insomma, ma si può fare di meglio!

6. Parliamo dei vostri concerti:

1. Avete fatto molti live?

2. Ci sono luoghi in cui suonate regolarmente?

3. Preferite suonare all'aperto o al chiuso?

4. Qual'è la performance che ricordate con maggior piacere/soddisfazione?

Malgrado spesso le formazioni di rock alternativo che propongano brani propri non trovino facilmente buon mercato direi che non possiamo lamentarci. Più si va avanti e più si riesce a suonare con continuità, e questo è fondamentale per una band come la nostra. Naturalmente ci sono luoghi in cui torniamo sempre volentieri, come l’Avalon Cafè a Gaeta, uno dei pochi luoghi in cui la musica viene davvero supportata a tutti i livelli. Il nostro habitat naturale crediamo siano i luoghi al chiuso, abbastanza grandi però da sopportare la quantità di decibel richiesta dallo spettacolo – quindi possibilmente luoghi non prossimi a inquilini molesti. Tra tutti i concerti probabilmente il più bello è stato a Priverno (LT), il primo maggio del 2011: un prato verde, un palchetto e il pubblico a 360° intorno a noi; organizzazione meravigliosa e un sole che ci ha cotto per tutto il pomeriggio. Una giornata davvero piacevole.

7. Avete già inciso degli album?

1. Se si, li avete registrati da indipendenti o con qualche etichetta?

Abbiamo inciso uno split con gli Event horizon nel 2010, ma il nostro primo lavoro ufficiale è l’EP “Muse of Lust”, pubblicato nel 2011. Il lavoro è stato interamente autoprodotto e ci è costato sacrifici economici, fisici e mentali non da poco. È stata tuttavia un’enorme soddisfazione. Sta inoltre per iniziare la fase di registrazione del prossimo lavoro, un nuovo EP. Lavorare in autoproduzione ha i suoi vantaggi e i suoi limiti: in effetti siamo pronti per lavorare con un’etichetta. Immaginiamo, con ottimismo, che sia solo questione di tempo J.

8. Come vedete il panorama della musica emergente nella vostra città?

1. E' semplice trovare delle date?

2. C'è un adeguato ritorno economico?

Parlare del panorama della musica emergente da queste parti ci porterebbe ad un lungo discorso pieno di angoscia e depressione, quindi esuliamo volentieri. Sono davvero poche le realtà meritevoli di nota, e ammettiamo che è più facile trovarle in provincia che non nelle grandi città.

9. Vi siete posti degli obiettivi da raggiungere?

Il nostro obiettivo è quello di fare dischi, possibilmente dotati di valore artistico. In questo la forma dell’EP, riscritta negli ultimi anni, riesce a soddisfare bene questo aspetto: lo riteniamo un buon compromesso tra le economie ristrette dell’autoproduzione e la forma artistica completa e compiuta del Long Playing. Dunque a nostro avviso ha valore artistico. Tuttavia non ci dispiacerebbe affatto poter affrontare un tour all’estero.

10. C'è qualcos'altro che volete aggiungere su di voi?

Almeno i nostri siti di riferimento:

www.facebook.com/Aemaet

www.twitter.com/Aemaetband

www.soundcloud.com/aemaet 

www.flickr.com/people/aemaet

aemaet.tumblr.com

Ricordiamo inoltre che il nostro EP è disponibile sulle più importanti piattaforme di vendita digitale (Itunes, Emusic, Napster, ecc.)

Infine un doveroso ringraziamento allo staff di Gruppi Emergenti J.





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