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The Forge of Contempt
  • Titolo: The Forge of Contempt
  • Artista/Gruppo: CONTROLLED DISORDER
  • Etichetta: Controlled Disorder
  • Data Pubblicazione: 16/04/2014
  • Etichetta: Controlled Disorder

  • Vai all'album

  • Recensito da: redazione il: 15/10/2014 21:29
  • Valutazione:
I Controlled Disorder nascono nel 2010 inizialmente come un duo formato da Federica Velli  Fabio Fabozzi. Successivamente, nel 2012, altri due componenti si aggiungono al progetto: Giada Sagnelli (cantante) e Gabriele Giordani (chitarrista) ad aggiungere una fetta più strumentale allo stile della band.

Nonostante i 'soli' quattro anni di vita, questa band è molto fruttuosa, facendo uscire nel 2011 il primo album, The Forge Of ContemptSigns Of Consciusness nel 2012 ed infine Metamorphis nel 2013.

Lo stile di questa band è molto molto particolare, evidenziato in primis nell'album che recensirò oggi, ovvero il primo: The Forge Of Contempt.
Le melodie sono molto low-fi, con delle venature a tratti shoegaze: molto riverbero, molti effetti e molte distorsioni, anche se in alcuni punti ricordano quasi i Depeche Mode di Speak and Spell (album sottovalutatissimo, tra l'altro), come in When I Was Scared e Unsuitable. 

Toccano un genere particolare, mescolando spesso diverse influenze e rendendo le tracce simili ma con una differenza tangibile: ad esempio Fear, Your Beauty e Much to Dismay, hanno quasi un tocco alla Nine Inch Nails. 
Ammetto di aver fatto un po' fatica a comprenderli inizialmente visto che le melodie erano così ruvide da disorientarmi. Successivamente ho imparato a seguirli, ascoltando anche Signs Of Consciusness, e dedicando loro un po' più di tempo.

Sono particolari, sono individuali ed è una cosa apprezzabilissima in una band che segue principalmente le proprie ispirazioni che una corrente musicale.
Unica noto 'negativa', se così si può definire, è la qualità sonora degli album. Penso che se dedicassero un po' più di attenzione nel curare i suoni dei loro pezzi, sicuramente darà ancora più giustizia e prestigio alla loro musica.

Per il resto, li consiglio.

Martina Di Berardino






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