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Sabbia
  • Titolo: Sabbia
  • Etichetta: autoproduzione Noste
  • Data Pubblicazione: 06/01/2015
  • Valutazione media degli utenti:

 Curiosità sull’album e  nascita del progetto:
 Il simbolismo, metafore e significati Il tema di “Sabbia” è richiamato fin da subito all’apertura del disco dalla poesia di Kahlil Gibran tratta dal libro “Sabbia e schiuma”. C’è il trasformismo e l’instabilità, la fragilità dei ricordi ma anche l’innegabile passato e la storia che ogni granello trasporta, la sabbia nasce dall’erosione di rocce, conchiglie e può formare dune, spiagge a seconda di chi conduce il viaggio, il vento, le correnti marine o il moto dell’onda. (“io stanotte ascolterò i racconti dalle onde – cit. “Sabbia”) La Sabbia è metafora del pensiero, il ricordo di un’emozione, l’erosione dello stesso ad opera del tempo (ben espressa nella traccia “Una vita più in là). Formerà dune? Spiagge? Scandirà il tempo in una clessidra? Non importa,  la meta che si raggiunge è solo il risultato di un lungo tragitto che non viene dimenticato. Anche il “gatto” presente nel primo brano “Mercy” (un gatto che miagola di mattina) è la manifestazione di un’anima libera e indipendente, un essere lunare, notturno, un riflesso della personalità. Un richiamo al simbolismo dei poeti francesi che ritorna anche nel brano “Già” (il brano più radiofonico del disco) ; il testo è realistico, non poetico, quasi la cronostoria di un’ossessione ( ..e ti dico mi manchi, tu mi dici mi stanchi! Ma dov’è il mio fascino bohémien?).
Gli occhi lo specchio dell’anima (la sabbia che si trasforma) Ho dato un’ identità al disco, disegnando un tragitto da percorrere e apportando anche modifiche ai testi per legare i brani da un filo conduttore, ho scelto gli occhi che riflettono emozioni e stato d’animo, e che visti tradizionalmente come  specchi dell’anima si sposano perfettamente con il tema principale del trasformismo (la sabbia diventa vetro, il vetro diventa specchio)   Gli occhi scuri,  presenti in diversi brani simboleggiano l’imperscrutabilità, la confusione, l’instabilità dei rapporti e la mancanza di fiducia negli stessi o nel loro futuro, nel brano “Sabbia”, gli occhi sono l’incognita e non hanno colore o meglio hanno un colore che non conosco e che non conoscerò mai  (“non so dove finirà il colore nei suoi occhi” cit. “Sabbia”). Il senso a tutto viene dato dal brano che chiude il disco : “Sempre”, parla di un sentimento profondo, di complicità , della visione di  un futuro, sempre incerto ma possibile, immaginabile, qui gli occhi diventano per la prima volta chiari, immacolati (…i fiocchi di neve che ti porti dentro agli occhi –cit.”Sempre”)
I disegni in sabbia e il progetto grafico        Il libretto dei testi e la grafica hanno una storia curiosa, un lavoro artigianale documentato anche da  diverse immagini in web. Inizialmente avevo contattato degli artisti del “sand painting” per un semplice disegno in copertina, le richieste economiche assurde che mi sono state propinate mi hanno portato a sviluppare, non con poca fatica, la mia vena artistica :  “Mi sono procurato una scatola di cartone, due basi di plexiglass, un foglio bianco e 25 chili di sabbia che naturalmente ho ancora in garage. Per i disegni ho adottato la tecnica artistica dello “Stencil”. Ci ha pensato poi Roberto Bagordo che è un artista nel suo mestiere a creare tutto un mondo grafico ricco di simboli, come la “farfalla” che rappresenta il volo della sabbia.
Gli arrangiamenti Gli arrangiamenti nascono da una sinergia spettacolare tra le mie idee e quelle di Max Comincini che ha curato ogni cosa con attenzione maniacale (pazientando la mia pignoleria) e che ha saputo individuare il “mondo” (come dice lui) di ogni brano; molto importante, il contributo dello stile e della classe di Giovanni Rovati e della sua chitarra elettrica (o meglio delle sue chitarre elettriche) sia al sound che agli arrangiamenti. Il tutto è stato fatto rispettando, sempre, quell’anima particolare che hanno i brani nati e sorretti da una chitarra acustica ed è stato impreziosito da musicisti straordinari come Nicola Anni (basso), lo stesso Comincini (batteria,sinth,percussioni), Giovanni Rovati (chitarre elettriche), il quartetto di fiati formato da Angelo Peli, Fabiano Redolfi, Osvaldo Tagliani, Beppe Chirico e Daniela Savoldi al violoncello nel brano “Una vita più in là”.
Dati tecnici album Data uscita: 29 novembre 2014 Produttore esecutivo e direzione artistico progetto: Stefano Gamba (Noste) Produzione artistica: Max Comincini Arrangiamenti: Max Comincini, Noste, Giovanni Rovati Arrangiamenti chitarre acustiche : Noste (tranne traccia n. 7 arrangiate da G.Rovati) Registrato, mixato e masterizzato da Max Cominicini c/o L’Ottava (Bs) Disegni in sabbia realizzati su sandbox da Noste Grafica e impaginazione: Roberto Bagordo Stampato da F4W di Fedrigo Dove lo puoi trovare: Live – Google Play – c/o Pinto Dischi (Via Montello – Bs)




antoniogi
05/10/2016 23:00
Oggi ci occuperemo di "Sabbia", un bel disco di NOSTE (alias di Stefano Gamba). Si tratta di un cantautore bresciano ...
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