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ASYLUM
  • Titolo: ASYLUM
  • Artista/Gruppo: KPANIC
  • Etichetta:
  • Data Pubblicazione: 14/04/2014
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  • Recensito da: redazione il: 17/09/2014 21:09
  • Valutazione:
Il percorso dei KPanic può definirsi breve ma intenso; nati solamente nel 2012, appartenenti al grunge/new wave, partendo immediatamente con la produzione di pezzi propri e l'anno dopo il primo album, Asylum, composto da 11 tracce e di cui parleremo oggi.
Nel frattempo si buttano immediatamente nei live, affrontando contest e sbancando totalmente (e accapparandosi innumerevoli premi come ad esempio: 'Miglior Voce' al RockAge Contest, 'miglior bassista' e 'miglior chitarrista' al Vicenza Rock Contest).
Altro premio è stato donato alla canzone Asylum come 'miglior canzone'.
Ed è proprio questo pezzo a far da apertura e portanome all'album di cui sopra.

Asylum apre violentemente la porta del disco con un basso fenomenale, una chitarra pronompente e una voce con un timbro veramente particolare, graffiato ma non baritonale. Una combinazione veramente funzionante quanto inusuale, nella zona alternative. 
Sapore alternative che si mantiene anche in Beware of The Dog, anche se il ritmo rallenta parecchio dopo un'apertura come Asylum, e molto simile agli Alice in Chains degli anni d'oro.
Il ritmo riprende parecchio con Bad Things, con una melodia semplice ma efficace e stessa cosa per il pezzo A Day For The Sun, orecchiabili ma ben strutturate.
Be Yourself è forse il pezzo che mi è piaciuto di più, insieme ad Asylum, poichè rimanda parecchio lo stile strumentale del rock alla Maynard: con un pezzo calmo, quasi sussurrato e una parte aggressiva e improvvisa.
Il disco prosegue poi con Someone Else, che riprende tutta l'aggressività messa da parte per la precedente traccia, con un basso quasi alla Korn e Another Day che anche ha il retrogusto alla Freak On Leash.
Si giunge quasi alla fine con Dummy, penultima traccia, meravigliosamente riverberata, quasi shoegaze e chiudendo infine con il pezzo che mi ha entusiasmato di meno: If I Would, con la parte di chitarra molto simile allo stile Depeche Mode .

Devo dire che è stato piacevole ascoltare una così ben fatta combinazione tra musica ricercata e talento musicale.
I ragazzi hanno solo 2 anni di esperienza come band, ma sembrano averne il triplo, talmente l'alchimia è forte e alta.
Soprattutto è sorprendente la positività con cui è stato accolto questo album, sia da webzine indipendenti che da quelle con un nome più importante. Positività assolutamente meritata.

Attualmente i KPanic stanno per far uscire un nuovo EP di 5 tracce e, sicuramente, non mancherò di sentirlo e ciò che ci sarà da aggiustare in questa band, lo si potrà fare soltanto suonando, suonando e suonando ancora.

Martina Di Berardino.





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